Il Parco del Circeo

Si tratta di un itinerario particolare, dal carattere quasi esclusivamente naturalistico. Si parte da Latina, una moderna città (fu fondata nel 1932, con il nome di Littoria, nella zona bonificata della regione pontina), il cui principale interesse risiede in alcuni esempi dell’architettura del periodo fascista: l’ufficio postale, il tribunale, il quartiere delle case popolari, l’ospedale vecchio. 

Veduta dall'alto della spiaggia del Parco del Circeo
Veduta dall’alto della spiaggia del Parco del Circeo

Attraverso l’Agro Pontino si viaggia verso San Felice Circeo, una cittadina di antiche origini (appartenne persino, nel XIII secolo, ai Cavalieri Templari, che vi hanno lasciato una torre), al centro del promontorio dove, secondo la leggenda, la maga Circe compiva i propri incantesimi d’amore. Il monte Circeo, nonostante tocchi appena i 541 metri, domina la pianura. Le sue pendici ospitano numerose caverne, particolarmente importanti per gli studi di paleoantropologia: nel 1939 la grotta Guattari, divisa in quattro cavità che prendono il nome dagli animali dei quali sono state rinvenute le ossa, ha restituito un cranio umano di circa 50.000 anni fa, trovato in mezzo ad un cerchio di pietre.
Interessanti sono anche la grotta delle Capre (la più suggestiva, con una grande apertura ad arco), la grotta di Fossellone, la grotta Breuil e la grotta della maga Circe, raggiungibile solo dal mare.
I limiti del promontorio sono poi contrassegnati da antiche torri di vedetta, alcune delle quali di proprietà privata: torre Olevola, torre Vittoria, torre del Fico, torre Cervia, torre Paola.
Tutto il promontorio, compreso l’abitato di San Felice, rientra nel territorio del Parco Nazionale del Circeo, istituito con una legge del 1934, il più piccolo dei parchi nazionali italiani, ma acnhe il più eterogeneo, essendo l’unico ad estendersi in ambiente marino ed insulare. I suoi confini sono stati modificati nel 1977, con l’inclusione dei laghi di Fogliano, dei Monaci e di Caprolace (zone di sosta per vari uccelli migratori), e nel 1979, quando entrò a farne parte anche l’isola di Zannone, per una superficie totale di circa 8500 ettari. All’interno del parco sono state costituite quattro riserve naturali integrali (denominate Piscina delle Bagnature, Rovine di Circe, Piscina della Gattuccia e Lestra della Coscia): al fine di mantenere le particolari caratteristiche ambientali, vi si può accedere, dietro autorizzazione, solo per motivi di studio.
La flora è varia e dal carattere tipicamente mediterraneo. Le querce, nelle diverse varietà (lecci, sughere, farnie, rovelle, cerri e roveri), costituiscono circa l’80% della foresta. Compaiono anche il frassino, l’ontano nero, l’acero campestre, il pioppo tremolo, il tiglio, il lauro, il corbezzolo, il corniolo. Notevole la presenza del pino domestico, al quale, come all’eucalipto, fu affidato il compito di proteggere il querceto, esposto all’attacco dei venti e della salsedine. Non meno ricco è il sottobosco, per la presenza di 800 specie, dal mirto all’erica, dal pungitopo al pruno, alle felci. Interessanti anche le piante abitatitrici delle dune sabbiose, altro elemento caratteristico del parco, e la palma nana, che cresce sulle rocce sferzate dal vento. Ovunque è presente poi la machia mediterranea (ginepro, lentisco, oleastro, ginestra).

Isola di Zannone Parco del Circeo

Isola di Zannone Parco del Circeo

La fauna è dominata dalle 230 specie di uccelli: nemerose le folaghe e le anatre selvatiche, le civette e i gufi; sono presenti anche il cormorano, la strolaga minore, il beccaccino, il cavaliere d’Italia, il gabbiano reale; più rari il falco pescatore e il fenicottero rosa (sui bordi dei laghi), lo sparviere, il falco pellegrino. I mammiferi sono rappresentati dal cinghiale, dal bufalo, dalla volpe, dalla faina, dalla martora, dalla donnola, dalla lepre, dal tasso, dal riccio, dall’istrice, dallo scoiattolo. Circa 150 dainivivono in cattività, in un apposito recinto all’interno della foresta. Numerosi anche i rettili (vipere, ramarri, tartarughe e il cervone, il più grosso serpente italiano).
Accanto alle specie botaniche e faunistiche il parco comprende importanti resti archeologici: la villa forse appertunata all’imperatore Diocleziano, il vivaio ittico della piscina di Lucullo, le mura dell’antico centro latino di Circeii. La visita al parco offre, infine, altre interessanti opportunità: da settembre a novembre si può andare a funghi, dietro pagamento di una quota; in estate la fresta si può visitare in pullman, accompagnati dalle guide autorizzate.
Un centro visitatori è disponibile al pubblico presso la sede del parco, a Sabaudia. La cittadina, inaugurata nell’aprile del 1934 a conclusione dei lavori di bonifica delle paludi Pontine, merita una sosta, sulla via del ritorno verso Latina, anche per un altro motivo: la sua struttura urbanistica è uno dei frutti più interessanti dell’architettura razionalista italiana.

 

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