Le Madonie e Cefalù

Questo itinerario, marittimo e montano a un tempo, si snoda dalla costa tirrenica fino al cuore delle Madonie, l’imponente massiccio calcareo che segna il limite occidentale dei grandi rilievi settentrionali siciliani ed è il più elevato dell’isola dopo l’Etna.
La città di Termini Imerese, sul golfo omonimo, ai piedi del monte San Calogero (1325 metri), appare articolata in due nuclei: la città alta, con il centro storico, e quella bassa, in riva al mare. Nella zona alta villa Palmieri conserva all’interno del parco i resti di un edificio romano. Notevoli sono anche la chiesa di Santa Caterina, del XV secolo, con un portale tardogotico a ogiva, e la chiesa del Monte, eretta in età barocca, con all’interno due monumenti sepolcrali rinascimentali e varie lapidi. Il Museo Civico, collocato nel trecentesco ex ospedale dei Fatebenefratelli, espone parecchi reperti archeologici, dall’età preistorica a quella romana. Il duomo, dedicato a San Nicola di Bari, custodisce un crocifisso dipinto da Ruzzolone nel 1484.

Castello di Caccamo

Castello di Caccamo

Nell’entroterra Caccamo (521 metri) è città di antiche origini, dominata dalla grandiosa mole del castello risalente al XII secolo, ma ampiamente ristriturato fra Seicento e Settecento. Lungo il versante occidentale della valle del Tonto (che segna il limite delle Madonie vere e proprie), si supera Roccapalumba, portandosi ad Alia, sul versante opposto, e verso Cerda: su questa strada panoramica passavano un temp i bolidi in gara per la Targa Florio, vecchia corsa legata a nomi leggendari dell’automobilismo. La Portella di Cascio è un magnifico belvedere sulle alte creste madonite e sulla vallata dell’Imera Settentrionale, asse naturale di penetrazione tra la costa tirrenica centraleed il cuore dell’isola. Sclafani Bagni è noto (ma certamente lo era di più in passato) per le virtù terapeutiche delle sue acque.
Verso Caltavuturo e Scillato la campagna deserta è punteggiata solo da rade masserie, talora di cospicue dimensioni. Polizzi Generosa (916 metri) vale una sosta per osservare, nella chiesa parrochiale barocca, uno splendido dipinto raffigurante la Madonna col bambino, angeli e santi, di un anonimo artista fiammingo del XV secolo.
Le due Petralie sono i maggiori insediamenti della regione delle Madonie: Petralia Sottana ha una chiesa dedicata all’Assunta, costruita nel XVII secolo; Petralia Soprana che è il comune più alto del palermitano, in un suggestivo paesaggio di boschi e prati merita una visita soprattutto per il notevole panorama che offre dalla chiesa di Santa Maria di Loreto. Lo sguardo può spaziare sulle Madonie, ma anche sui monti Nebrodi, a est; sull’Etna e, lontano, verso sud, su Enna; a occidente sulla Rocca Busambra. La chiesa mostra un elegante portico barocco con portale tardogoticodel XV secolo, epoca a cui risale anche la torre campanaria. Gangi, tra i borghi più caratteristici dell’isola, è un centro agricolo-artigiano, ancor oggi molto popolato nonostante il flusso migratorio. E’ interessante la chiesa madre, con un bel campanile e bifore gotiche e, all’interno, un Giudizio Universale dello Zoppo di Gangi.

Mare di Cefalù

Mare di Cefalù

Tornati a Polizzi Generosa, si sale nell’area sommitaledel massiccio madonita, al piano Battagia e al piano Zucchi, coperti in inverno da un consistente manto nevoso e dunque attrezzati per il turismo invernale e sciistico. Si attraversa il bellissimo bosco della Mufara, tra le faggete che contornano il piano Battaglia, da cui si può raggiungere il rifugio Marini del CAI al piano Zucchi (ampio panorama sulla costa tirrenica). Sulla strada per il mare Collesano merita una menzione perchè ha potuto mantenere integro il suo impianto medievale, almeno nella zona più antica, percorsa da una rete di viuzze, vicoli, scalinate.
Oltre Campofelice di Roccella, si giunge Cefalù, centro marittimo e nota località di soggiorno, sovrastata dal patrimonio della Rocca. Nel centro storico , che fino al XIX secolo era cinto da mura, si possono vedere resti di fortificazioni, in opera poligonale, del IV secolo a.C.

La cattedrale di Cefalù

La cattedrale di Cefalù

La cattedrale, eccezionale esempio di architettura normanna, si trova in posizione sopraelevata rispetto alla piazza antistante. Eretta a partire dal 1131, ha la facciata serrata da due massicci torrioni quadrangolari con bifore; la ornano, nella parte alta, due serie di archetti ciechi; il portico che la precede è opera più tarda, di Ambrogio da Como (1471). L’interno è a tre navate con archi a sesto acuto arabeggianti; un pregevole fonte battesimale scolpito (XII secolo) si trova nella seconda arcata della navata destra; il transetto, percorso nella parte superiore da gallerie, custodisce un crocefisso del XIV-XV secolo e una Madonna col bambino scolpita da Antonello Gagini nel 1553. Splendido è il ciclo di mosaici su fondo oro che ricopre l’intera zona presbiteriale. Il catino absidale è dominato dal Cristo Pantocratore e dalla Vergine, che con gli Arcangeli e gli Apostoli sono opere del 1148; gli Angeli, i Patriarchi, i Santi ed i Profeti che completano la decorazion sono di poco posteriori. Nel Museo Mandraliscà, infine, sono esposti reperti archeologici provenienti dalla stessa Cefalù e da Lipari, tra i quali un mosaico tardoellenisticoe il cratere detto “del tagliatore di tonno” (IV secolo a.C.); nella Pinacoteca si conserva il Ritratto di ignoto, una delle opere più celebri di Antonello da Messina (1470).

Vacanze in Sicilia

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